sabato 9 febbraio 2013

Il colpo di coda del governo Monti contro le scuole statali

MARIA MANTELLO –
Sul sito del Ministero dell’Istruzione (MIUR) ci si imbatte in un riquadro “Scuola in chiaro”, che dovrebbe aiutare a scegliere la scuola dove iscriversi.
mmantelloUna guida su tipologie per ogni ordine e grado d’istruzione, con denominazioni, ubicazioni e relativi rimandi alle progettazioni pedagogico-didattiche, ovvero a quei Piani dell’offerta formativa (Pof) reperibili sui siti di ogni scuola da sempre. La novità allora non sta nell’indicare le scuole (basterebbe il vecchio caro elenco telefonico) né che cosa esse progettano. Tutto noto. Tutto già super chiaro...

E allora? Eccola la novità. Navigando su “scuola in chiaro”, ci si imbatte in tecnicistiche tabelle numeriche su abbandoni in corso d’anno e bocciature degli studenti. E ancora su una serie di dati sul personale delle statali. Così ad esempio sono indicate la media di età degli insegnati, quante assenze per malattia fanno, la quantità di pensionamenti, ecc. Numeri sparsi che non spiegano nulla (come noto i dati vanno selezionati e interpretati), ma che innestano, così profusi, solo tendenziose congetture.
Non è questa la sede per affrontare la complessa dinamica degli abbandoni e delle ripetenze, su cui ogni scuola lavora anche “riorientando” verso indirizzi più consoni a interessi e aspirazioni di ogni studente.
Il Ministero stesso incentiva un tale impegno, tanto che ha creato figure istituzionali in ogni scuola per l’orientamento scolastico.
Ma nel riquadro di “scuola in chiaro” compaiono solo numeri, che come noto non sono indicatori di qualità in se stessi. Il prof. Profumo non può non sapere che traslazioni tra quantità e qualità sono assai pericolose, nel merito e nel metodo.
Allora certi nessi causali che parlano alla pulsionalità sembrano più utili al gossip, ed evocano le tristi e ben note campagne berlusconiane di denigrazione della scuola statale. Da Tremonti a Monti, sulla diretta Gelmini-Profumo?
Questo colpo di coda il governo Monti se lo sarebbe potuto anche risparmiare. Ma evidentemente è un vizio della destra populista – anche se messa a loden – ricorrere a utili distrattori dalle sue responsabilità governative per le politiche di anemizzazione della scuola statale a vantaggio delle private. Quelle paritarie (potenza delle parole!), che in violazione dell’art. 33 della Costituzione ricevono fondi dello Stato e che su “scuola in chiaro” sono ancora una volta assolte (vista la loro natura privatistica) dal dar conto sugli stati di servizio dei loro dipendenti.
Tutto molto chiaro!
Maria Mantello

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